La cartella di Equitalia avverso le c.d. multe la contesti entro 60 giorni

novembre 12, 2014 in Approfondimenti, Attualità, Cassazione, Giurisprudenza, Rassegna Web, slideshow

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Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 14 ottobre – 10 novembre 2014, n. 23904 Presidente/Relatore Petitti Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14 ottobre 2014 dal Presidente relatore Dott. Stefano Petitti. Ritenuto che il Giudice di pace di Palermo, con ordinanza ai sensi dell’art. 23, primo comma, della legge n. 689 del 1981 depositata il 29 luglio 2011, ha dichiarato inammissibile l’opposizione proposta da T.G. avverso l’intimazione di pagamento emessa da Serit Sicilia s.p.a., notificata il 20 maggio 2011; che il Giudice di pace ha rilevato che l’opposizione è stata depositata in cancelleria il 16 luglio 2011, e quindi oltre il termine di trenta giorni previsto dall’art. 22 della citata legge n. 689 del 1981; che per la cassazione di questa ordinanza T.G. ha proposto ricorso affidato a due motivi; che l’intimata non ha svolto difese; che, essendosi ravvisate le condizioni per la trattazione del ricorso in camera di consiglio è stata redatta relazione ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ., che è stata comunicata alle parti. Considerato che il relatore designato ha formulato la seguente proposta di decisione, che è stata comunicata alle parti: «[(...)] Con il primo motivo di ricorso il T.G. denuncia “violazione dell’art. 240 (recte: 204) bis comma 1 del codice della strada (D.LGS 285/92), in relazione all’art. 360 c.p.c. comma 1 n. 3, perché in contrasto con l’art. 23 della legge 689/81″, dolendosi del fatto che il Giudice di pace non abbia considerato che l’opposizione aveva funzione recuperatoria, non avendo egli mai ricevuto la notifica del verbale presupposto, sicché il termine per l’opposizione era, nel caso di specie, di sessanta giorni, come stabilito dal citato art. 204-bis del codice della strada. Con il secondo motivo il ricorrente deduce vizio di motivazione in ordine alle ragioni per le quali non gli è stata concessa la possibilità di contestare i vizi di notifica che avevano determinato il mancato pagamento della multa. Il primo motivo di ricorso è fondato. Come esattamente rilevato dal ricorrente, la giurisprudenza di legittimità è univoca nel senso che “in tema di opposizione a sanzione amministrativa, in mancanza di contestazione della violazione, l’impugnazione della cartella esattoriale ha funzione “recuperatoria” del mezzo di tutela che la parte non ha potuto a suo tempo esperire, sicché l’opposizione deve ritenersi proponibile nel termine non già di trenta, bensì di sessanta giorni dalla notificazione, termine applicabile anche al ricorso avverso i verbali di accertamento di infrazioni alle norme del codice della strada” (Cass. n. 3647 del 2007; Cass. n. 17132 del 2007; Cass. n. 12505 del 2011; Cass. n. 21043 del 2013). Il Giudice di pace non ha tenuto conto di tale orientamento e ha erroneamente ritenuto applicabile il termine di trenta giorni previsto dall’art. 22 della legge n. 689 del 1981. Il ricorso si appalesa quindi fondato. Per questi motivi, si ritengono sussistenti le condizioni per la trattazione del ricorso in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 375, n. 5, cod. proc. civ., perché lo stesso possa essere ivi accolto»; che il Collegio condivide la proposta di decisione, alla quale, del resto, non sono state rivolte critiche di sorta; che, dunque, accolto il primo motivo di ricorso e assorbito il secondo, il provvedimento impugnato deve essere cassato, con rinvio della causa, per nuovo esame dell’opposizione, al Giudice di pace di Palermo, in persona di diverso magistrato; che al giudice di rinvio è demandata altresì la regolamentazione delle spese del giudizio di cassazione. P.Q.M. La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa il provvedimento impugnato e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di cassazione, al Giudice di pace di Palermo, in persona di diverso magistrato.

La Corte di Cassazione ricorda che, in tema di opposizione a sanzione amministrativa, in mancanza di contestazione della violazione, l’impugnazione della cartella esattoriale ha funzione “recuperatoria” del mezzo di tutela che la parte non ha potuto a suo tempo esperire. Perciò, l’opposizione deve ritenersi proponibile non entro 30, bensì entro 60 giorni, che costituisce un termine applicabile anche al ricorso contro i verbali di accertamento di infrazioni alle norme del codice della strada.

 

Decreto del fare: fiducia approvata. Ecco i punti chiave

luglio 24, 2013 in Approfondimenti, Attualità, Rassegna Web

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(ASCA) – Roma, 24 lug – L’Aula di Montecitorio ha dato il via libera alla questione di fiducia posta dal governo sul Dl Fare. Su 594 presenti, i si’ sono stati 427, i no 167. Incassata la fiducia, Enrico Letta, partecipera’ stasera alla riunione del gruppo del Pd alla Camera che e’ fissata alle 20.

Domani incontrera’ i gruppi di Camera e Senato del Pdl. La prossima settimana il premier si riunira’ con i gruppi parlamentari di Scelta civica e con i senatori del Pd.

Letta ha deciso di constatare in prima persona lo stato di salute della propria maggioranza con l’iniziativa inusuale degli incontri con i gruppi parlamentari che sostengono l’esecutivo, anticipando in questo modo la verifica – una sorta di tagliando da usare per un eventuale rimpasto – che gli era stata chiesta da Guglielmo Epifani, segretario del Pd. E’ pure prevista la presenza del premier alla riunione di direzione del Pd convocata per venerdi’.

Dal Fondo di garanzia per le imprese agli investimenti a favore della ricerca. Dagli oltre due miliardi di euro per le infrastrutture al wi-fi libero.

Il decreto legge 69/2013, detto Dl del Fare, su cui il governo ha posto la questione di fiducia a Montecitorio, e’ composto da 86 articoli e interviene su diverse macro-aree – tra cui quella della giustizia e dell’energia – e ha come obiettivo il rilancio dell’economia. Saltata – secondo alcuni parlamentari Pd per un mero errore tecnico – l’estensione del tetto agli emolumenti per i manager di societa’ non quotate che svolgono servizi di interesse generale (Poste, Fs, Anas).

Imprese. Parziale riforma delle regole di accesso al Fondo di garanzia. Viene individuato un meccanismo incentivante in base al quale, presso la gestione separata della Cassa depositi e prestiti, si costituisce un plafond – il cui ammontare e’ fissato in 2,5 mld di euro, eventualmente incrementabile fino a 5 miliardi – che, fino al 31 dicembre 2016, fornisce provvista alle banche per la concessione di finanziamenti alle imprese che intendono effettuare investimenti per rinnovare i propri macchinari. Vengono stanziati poi 150 milioni di euro destinati ai progetti di sviluppo nel settore industriale e agroindustriale.

Energia. Sono state inserite misure orientate alla liberalizzazione del settore del gas: in particolare viene circoscritto il perimetro del regime di tutela attualmente previsto per i c.d. ”clienti vulnerabili”.

Agenda digitale. E’ prevista la liberalizzazione del wi-fi e sara’ possibile utilizzarlo senza l’identificazione personale (rispetto al testo originale sono stati ridotti pero’ i fondi per lo sviluppo della banda larga). Inoltre ci saranno misure di semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad Internet.

Infrastrutture. Istituzione di un Fondo con una dotazione complessiva pari a 2 miliardi e 69 milioni di euro, ripartita nel quinquennio 2013-2017. Deroga straordinaria, fino al 31 dicembre 2015, ai limiti di spesa vigenti per quelle effettuate dagli enti locali coinvolti nell’organizzazione dell’EXPO Milano 2015.

P.A. Introdotto il diritto di chiedere un indennizzo da ritardo della Pubblica amministrazione.

Lavoro. Sono previste varie semplificazioni con una riduzione di oneri pari mediamente a oltre 17 mila euro annui per ciascuna impresa.

Ambiente. Il decreto legge fa riferimento all’istituzione di commissari per le situazioni di criticita’ nella gestione dei rifiuti.

Incompatibilita’. Modificate le norme relative alla doppia carica di parlamentare o ministro con quella di sindaco, che non varra’ per chi ha il compito di amministrare Comuni con popolazione tra 5.000 e 15.000 abitanti, le cui elezioni si siano tenute anche successivamente alla data di entrata in vigore del decreto 138/2011.

Fisco. Si interviene in tema di riscossione, prevedendo una serie di misure finalizzate ad aiutare i contribuenti in difficolta’ economica o con momentanea carenza di liquidita’. In particolare e’ ampliata fino a dieci anni la possibilita’ di rateazione del pagamento delle imposte (120 rate mensili), nei casi di comprovata e grave situazione di difficolta’, eventualmente prorogabile per altri dieci anni; e’ ampliato a otto il numero di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione del proprio debito tributario – viene stabilita’ l’impignorabilita’ sulla prima ed unica casa di abitazione a fronte di debiti iscritti a ruolo; i limiti di pignorabilita’ dei beni strumentali, previsti dall’articolo 515 del codice di procedura civile, sono estesi ai debitori costituiti in forma societaria.

Universita’ e ricerca. Viene aumentata la facolta’ di assunzioni nelle universita’ e negli enti di ricerca per l’anno 2014. A tal fine, viene corrispondentemente incrementato il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’ (FFO).

Giustizia. Una serie di interventi riguardano il sistema giudiziario civile. Per quanto riguarda le misure organizzative e’ introdotta la figura del giudice ausiliario, nel numero massimo di 400 unita’, per lo smaltimento dell’arretrato civile. Con riguardo alle misure processuali, vengono limitati i casi in cui il procuratore generale deve intervenire nelle cause davanti alla Corte di Cassazione. E’ snellito il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ed e’ modificata la disciplina della mediazione civile.

20 giorni per impugnare i vizi propri della cartella per le violazioni al Codice della Strada

luglio 16, 2013 in Giurisprudenza

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Con la sentenza n.6565 del 14.03.2013, la Corte di Cassazione ha chiarito quali sono i termini di impugnazione delle cartelle esattoriali afferenti (esclusivamente) le sanzioni amministrative derivanti dalla violazione delle norme contenute nel codice della strada.
I giudici di legittimità hanno pertanto stabilito che:
1) qualora si contesti la mancata notificazione dell’ordinanza – ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, il contribuente può avvalersi dello strumento dell’opposizione ai sensi della L. n.689 del 1981 (30 giorni dalla notifica della cartella);
2) qualora si contesti la legittimità dell’iscrizione a ruolo per omessa notifica della stessa cartella, e quindi per la mancanza di un titolo legittimante l’iscrizione a ruolo, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo, sarà possibile esperire l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.;
3) qualora si deducano vizi formali della cartella esattoriale o del successivo avviso di mora, si potrà esperire l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.
Pertanto se la contestazione riguarda i vizi propri della cartella esattoriale, l’opposizione va proposta ai sensi dell’art. 617 c.p.c., nel termine di venti giorni stabilito da detta norma.
 
Fermo restando quanto stabilito dalla Suprema Corte, è bene ricordare che le cartelle esattoriali possono essere emesse per la riscossione, oltre che delle sanzioni amministrative, anche (e soprattutto) per le imposte ed i tributi di ogni genere specie.
Resta immutata, per tale ultima fattispecie, il termine di impugnazione di 60 giorni dalla notifica dell’atto.
Inoltre, mentre le opposizioni alle cartelle inerenti le sanzioni amministrative vanno proposte al Giudice ordinario (Giudice di Pace o Tribunale a seconda del valore), quelle aventi ad oggetto il mancato pagamento di imposte dirette e indirette, tributi e tasse regionali e/o comunali, sono affidate alla giurisdizione esclusiva delle Commissioni Tributarie.